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Cambiamento Verde, Consumatori Scelgono Consapevolmente

I consumatori si evolvono e sono sempre più attratti dalla storia di un prodotto. La buona notizia gioca a favore del cambiamento.

Sono molteplici le realtà imprenditoriali di casa nostra che sospingono l’economia circolare facendone il loro cardine e proposito di sviluppo.

Sono sbocciate delle associazioni che riuniscono insiemi di aziende che s’impegnano nell’impulso della scienza circolare. La finalità del discorso mira ad una linea di arrivo che verrà conquistata appieno solo quanto l’industria e lavoratori italiani, saranno pienamente consapevoli dei suoi vantaggi.

L’altra ottima ragione è data dal fatto che le materie prime sono esaurite e costano sempre più, soprattutto nel bel Paese che ne è importatore. Perciò recuperare la materia primaria  può essere un grande beneficio competitivo e può giovare anche ai lavoratori.

L’Italia è uno tra i primi paesi che ha sposato i principi dell’economia circolare, rientrare nel discorso del sistema circolare richiede però pieno e sincero interessamento.

Negli Stati Uniti, in Europa e anche nel nostro Paese, esistono però anche esempi di economia circolare di “apparenza”. In modo sempre più crescente da qualche anno a questa parte, in nome dell’ “ambiente” alcuni provider / vendor di stampanti e di macchine affrancatrici  sollecitano i clienti a rendere le cartucce esauste.  Una squisita iniziativa che tuttavia, secondo alcuni ben informati non si tradurrebbe sempre in un vero e proprio effetto di riciclo circolare.  Molti costruttori infatti vedono la raccolta come una vera e propria piccola strategia di marketing anticoncorrenziale. Si tende a ridurre la linfa che alimenta la filiera delle aziende concorrenti, specializzate nelle rigenerazione di serbatoi d’inchiostro vuoti.

Occuparsi della rigenerazione delle cartucce esauste col fine di dare ad esse l’opportunità di una seconda vita è un tassello. La nostra azienda tende a ridurre l’impiego dalla plastica vergine, riutilizzando contenitori d’inchiostro a fine ciclo allontaniamo gli annessi e connessi legati alla produzione di manufatti ex novi, con evidenti benefici per l’ecologia.

Rigenerare in modo professionale è complicato, impegnativo e non ci si improvvisa dall’oggi al domani. La sfida inizia da una rigorosa selezione delle cartucce a fine ciclo. Solo le migliori taglieranno il traguardo, prendendo il largo per un nuovo ciclo denso di impronte di affrancatura.

Posendosi sul mercato come le vere alternative di qualità delle cartucce per affrancatrici originali, i nostri laboratori di Torino mirano a:

  • Favorire l’ambiente e l’ecologia
  • Offrire prodotti di qualità a prezzi inferiori agli originali a pari grado funzionale
  • Dare una mano al budget di chi acquista tinta per stampare impronte di affrancatura, con costi di stampa più ragionevoli
  • Supportare la crescita del tessuto manifatturiero di casa nostra, creando valore aggiunto d’impresa

Proseguendo il nostro percorso d’eccellenza, troviamo un’economia verde-green che crea opportunità professionali anche per persone diversamente abili. E’ il caso della cooperativa sociale “Felici da Matti“  di Roccella Jonica in Calabria, alfiere dell’economia ambientale da un ventennio a questa parte.

L’intraprendente cooperativa rielabora degli oli alimentari esausti della regione trasformandoli in sapone artigianale. Il sapone di Roccella ha una storia antica è insaporito con essenza di bergamotto ed è in tutto e per tutto un prodotto biologico. Felici da matti ha disegnato una gamma ecologica e genera economia di zona, peraltro anche vantaggio di tutti i contribuenti dello stivale (più lavoro e meno redditi di cittadinanza).

Il loro è un esemplare di parsimonia circolare avanzata che senza sussidi governativi, produce fatturato d’impresa e occupazione. Questa cooperativa fa il tipo per l’ambiente e per la collettività.

In centro Italia invece, l’associazione Aura rottama televisori a fine corsa. I dispositivi a fine vita vengono sezionati recuperando quanto riutilizzabile o riciclabile. Metalli nobili, plastiche e altre finissime materie prime salvate dalla cenere. Una sfida circolare e allo stesso tempo anche una piccola rivincita tutta nazionale dal sapore di «ingegneria inversa».

Potremmo concludere pensando all’utilità del circolare ambientale: meno rifiuti, meno energia.

Abbiamo toccato solo solo alcuni esempi e fuori dagli schemi a favore dei cambiamenti industriali, che per essere veramente rivoluzionari debbo essere affrontati insieme.

Alla base della difesa l’ambiente, auspichiamo insieme a voi un’industria nuova, equa, unita, lungimirante e sostenibile.