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Microchip o Transistor?

Osservando il lavoro dei telai meccanizzati, all’inizio dell’ottocento Charles Babbage e Ada Lovelace trovarono l’ispirazione per inventare la macchina analitica, progenitrice di ogni calcolatore elettronico contemporaneo.

La tessitura tendeva essere un lavoro comunitario sociale che forniva occasione di chiacchiere e pettegolezzi. Cantando e raccontandosi aneddoti durante il lavoro, le filatrici, tessitrici e ricamatrici facevano letteralmente networking. A suo modo era il lavoro al telaio già un campo multimediale.

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Rivoluzione Digitale
Partendo dalla macchina analitica di Babbage – la prima calcolatrice programmabile della storia, dotata memoria e funzioni calcolo – Ada Lovelace contribuì con le sue scoperte a portare avanti il prototipo del computer e a terminarlo.

Le implicazioni di tipo industriale, economico e sociale di questa grande innovazione sono sotto gli occhi di tutti. I computer ai giorni nostri sono onnipresenti. Con l’avvento di una tecnologia sempre più piccola i computer verranno inseriti all’interno degli oggetti ed inizieranno a dialogare tra di loro. Dai televisori, agli elettrodomestici e pure nelle biciclette a noleggio. In queste ultime i computer svolgono la funzione geolocalizzare e di trasmettere la posizione al centro di controllo.

Internet of Things
I nostri giorni vivono lo stadio dell’Internet delle cose, ossia di quegli oggetti che diventano intelligenti perché contengono un computer.

Come è fatto l’hardware dei computer
L’hardware è realizzato mediante dispositivi multipli che si chiamano chip o semiconduttori. I chip sono delle placche elettroniche di dimensioni di pochi centimetri quadrati o inferiori, che vengono saldati su una piastra di materiale plastico e sono interconnessi attraverso delle piste di rame.

I chip sono fondamentali nell’elettronica informatica. Essi possiedono un’anima di silicio e incorporano una serie di elementi chiamati transistor o transistor digitali. Svolgono un ruolo centrale ossia quello che realizza la codifica basata sull’alfabeto binario a base di numeri zero e uno.

Ogni chip immagazzina milioni o miliardi di transistor, erogando una potenza equivalente ad un calcolatore degli anni ’60.

Di cosa sono fatti questi chip che incorporano i transistor
La base del circuito integrato è di silicio policristallino, una versione della raffinata di sabbia che va però debitamente arricchita con una serie di altri materiali elementi chimici come il boro, il fosforo. Nel processo produttivo di un transistor, non mancano altri componenti minerali essenziali della famiglia delle terre rare.

L’inventiva di Federico Faggin
Federico Faggin era un fisico italiano che lavorava presso Olivetti Spa. Successivamente andò negli USA per proseguire la sua carriera alla Intel, all’epoca una startup californiana. Nel 1968 ebbe un grande intuito e riuscì a trasferire una singola piastrina sul singolo chip ottenendo quello che veniva fatto da un calcolatore facendolo un po’ meno potente, ma molto piccolo. L’individuazione di un metodo fisico per far stare tanti transistor all’interno di un chip permise la multifunzionalità. Fu così che nel 1971 nacque il primo processore monolitico della storia informatica. Venne denominato Intel 4004 ed era costituito da oltre 2000 transistor. Fu quindi la prima Computer Processing Unit (CPU) su un singolo chip.

Intel 4004 e i Collezionisti
L’Intel 4004 a 16 piedini è ancora uno dei chip più ambiti dai collezionisti. Guardando attentamente su un lato del 4004 si possono addirittura scorgere le iniziali “FF” dell’inventore. Il prezzo odierno per gli appassionati varia in base alla versione, quelle più ricercate dai collezionisti hanno quotazioni che rasentano i € 400.