News

Permafrost in pericolo? Jeans e Cartucce Ecosostenibili

I dati mostrano che l’aumento della temperatura non si arresta. Il Permafrost in Alaska, la terra costantemente sotto lo zero termico, resta congelata dura come una roccia. Ma cosa succede se la temperatura del terreno sale al di sopra dello zero? Semplice, l’acqua torna allo stato liquido. Poca roba? Non proprio. Il terreno perde consistenza, si assesta, si ammorbidisce e quanto c’è stato costruito sopra lo segue. Una scala perde un gradino, la trave si sposta, un pilastro si inclina e come loro anche le strade le fabbriche ed o gasdotti.

Sta accadendo in Siberia siamo in inverno e fa freddo, ma già ci sono le prime classifiche sul caldo. Questa arriva dalla NASA l’ente spaziale Stati Uniti. Il 2001 è stato tra i sette anni più caldi della storia. Nel 2020 sono stati registrati 38° in Siberia, ben oltre il circolo polare artico. Il 2022 appena iniziato e già sul punto di battere i 53° di temperatura registrati gli Stati Uniti ed i 50° appena registrati in Australia. Noi ci siamo fermati i 38,8° dell’11 agosto 2021.

Ondate di calore frequenti lunghe fenomeni metereologici estremi e prolungati. Testimonianza dell’incredibile potenza della natura con le spalle sempre l’uomo ed il suo sviluppo dissennato ad ogni costo.

Rigenerazione e Permuta Cartucce Affrancatrici a fine ciclo
Le cartucce stampa nascono come prodotti usa e getta hanno una vita limitata, in teoria. Nella pratica, esistono diverse realtà che lavorano per inveritre la rotta.
I nostri laboratori di Torino si permutano cartucce affrancatrici esauste per dare loro nuova vita. 
Oltre agli incentivi economici  a ripagare il disturbo del ritorno, grazie alla rigenerazione professionale a bassissimo impatto,  le cartucce affrancatrici esauste ritrovano le loro caratteristiche inziali.
Il contributo al pianeta ed i vantaggi economici che ne derivano, danno impulso a questa iniziativa ambientale. Chiama i nostri esperti per maggiori info

Jeans ecosostenibili in affitto
Proprio così. MUD nasce nel 2012 con un’idea nuova sfociata dalla mente creativa del suo fondatore Bert van Son.

Cambiare il trend nel mondo della moda dei jeans. Con i suoi jeans innovativi in leasing, MUD consente ai clienti di affittare una coppia di jeans a fronte di un piccolo canone mensile per poi restituirli direttamente per il riciclaggio ecosostenibile.

Bert van Son è un veterano dell’industria della moda ed è cosciente dell’impatto devastante che questa ha sul mondo. “Ho lavorato nella moda per più di 30 anni” dice. “Ho visto una parte della moda trasformarsi da inno alla bellezza in business usa e getta. Mi sono preso un anno sabbatico ed ho pensato a come contribuire al cambiamento.”

I jeans oltre ad essere tra gli articoli di moda più prodotti, sono anche tra i più inquinanti.

“Abbiamo chiamato il nostro marchio MUD perché il fango è una delle risorse più circolari sulla terra – può sempre essere riutilizzato”, afferma Bert. “Noi vogliamo che i nostri jeans siano così.”

Attualmente il processo di riciclaggio, produce nuovi jeans utilizzando un 40% di denim riciclato. Abbinando metodi innovativi e coloranti biodegradabili, MUD produce Jeans con il 93% meno acqua, producendo e il 74% in meno di CO2 rispetto al standard del settore.

Il suo obiettivo finale è quello di creare il primo jeans al mondo prodotto dal 100% di fibre denim riciclate, simili al cotone vergine. “Vogliamo chiudere il ciclo, siamo a metà strada e abbiamo ancora molto da fare.”

Il marchio chiama i propri clienti “esploratori consapevoli” – persone che amano viaggiare e coinvolte nelle sfide che il mondo ci impone. Nel 2021, MUD Jeans ha prodotto 50.000 paia di jeans ed è sulla buona strada per raddoppiare la cifra – Bert attribuisce parte della crescita alla clientela che ha ulteriormente apprezzato l’importanza di rivalutare il pianeta durante la pandemia della COVID-19.

“Vogliamo fare jeans eco sostenibili, liberi dalle schiavitù del lavoro dei campi e sopratutto senza fare uso di sostanze chimiche dannose per in mondo. In sostanza, al posto di tre paia di jeans di bassa qualità,  meglio un paio di jeans in meno ma di alta qualità e di lunga durata.”